Forsennato / forse è nato

Da quasi quaranta anni viviamo nel mondo delle arti visive e facciamo questo lavoro sempre con rinnovata meraviglia e trovando nuovi stimoli che solitamente ci vengono, generazione dopo generazione, dai giovani artisti; ne ascoltiamo i sogni, i desideri e spesso la rabbia e la frustrazione.

Perché non posso vivere del mio essere artista? Perché quello lì c’è riuscito?

Perché , perché , perché …

Lautrec il pittore nel suo studio

Lautrec il pittore nel suo studio

Continua esasperante domanda che ci sentiamo fare e noi la risposta non l’avevamo e continuiamo a non averla; non c’è  formula magica, non c’è applicazione, non c’è algoritmo e soprattutto non c’è nessuno che possa rispondere e dobbiamo ammettere che dopo tutti questi anni talvolta è frustrante. Ma veniamo abbondantemente gratificati sia dal risultato che alcuni di essi hanno raggiunto e che ci rende sicuri che anche altri potranno ottenere, sia dall’unica cosa che abbiamo capito, un tassello, un pezzo di verità, una briciola di soluzione: il lavoro.

Quando l’impegno dà eccitazione, quando si sente l’esaltazione per un lavoro riuscito e si percepisce l’adrenalina che crea farfalle di luce nel cervello, ebbene questo è il momento di non fermarsi, di continuare a lavorare, di andare oltre, magari dopo una birretta.

Il pericolo è lì, insinuante, sotterraneo: quando, specialmente in tempi di social, le sirene omeriche dei “mi piace” scavano piccole maledette gallerie, alla tela, al pennello, alla matita.

Perché è questo l’unico e solo strumento che c’è a disposizione, il lavoro ossessivo: si è scelto e deve diventare compagno, amante, genitore, amico; si è scelto e deve diventare fine, strategia, rito, liturgia.

Deve divorare nei momenti difficili, e deve eccitare in quelli fecondi; persecutore nel dubbio e confidente negli stimoli.

Il divenire forsennato non garantisce il successo né tantomeno la fama e il denaro; ma è la pietra fondativa dell’essere artista: su di essa si può costruire una casa o una reggia, mai una catapecchia.

Quindi ancora una volta guardiamo questa generosa e abbondante generazione di artisti e da ottobre, mese per mese, presenteremo uno di questi forsennati e ciascuno di essi, in tre giorni, realizzerà un’opera rendendosi disponibile alle domande e al racconto del perché vuole vivere una vita di artista.

Il nostro ruolo è esclusivamente quello di garanti di quanto abbiamo scritto e cioè che il lavoro e la maniacale applicazione ad esso sono la base su cui stanno costruendo la vita.

Mai come in questi ultimi anni abbiamo visto tanti potenziali talenti: alcuni, tra quelli che fortunatamente conosciamo, li presenteremo; e i tanti altri che sfortunatamente non conosciamo, proveremo a cercarli e a conoscerli possibilmente con l’aiuto di quanti ci leggono.

Mani di Pennello Forsennato L'Altro ArteContemporanea

Mani di Pennello Forsennato L’Altro ArteContemporanea

Alcune indispensabili precisazioni:

  • Le nostre scelte sono personali e rispondono solo ai criteri di cui abbiamo scritto; il limite di una presentazione al mese crea esclusivamente un elenco da ampliare anno dopo anno.
  • l’ordine di presentazione risponde a un unico requisito, cioè il rispetto degli impegni, delle remore, delle timidezze di ciascuno di essi.

Scrivevamo nel novembre 2000 a proposito di artisti e delle loro qualità: “… mostri con le dita a forma di pennelli, narici a forma di tubetti e per documenti di identità tele dipinte.”

Guardatevi attorno, sono lì, sono tanti  “mani di pennello”: forse è nato!

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